Rispondiamo ai tuoi dubbi

F.A.Q.

Se non hai trovato quello che cercavi, ecco le risposte ai dubbi più frequenti

Quanto tempo può durare un impianto fotovoltaico?

Nelle analisi tecniche ed economiche si fa riferimento a una vita utile complessiva di 20-25 anni. In particolare, i moduli, ovvero i componenti economicamente più rilevanti, hanno una durata di vita, garantita  superiore a 20 anni.

Come si può valutare la produzione annua attesa di energia elettrica?

La valutazione può essere effettuata a partire dai dati di insolazione del territorio italiano su superficie orizzontale riportati nella Norma UNI 10349: “Riscaldamento e Raffrescamento degli edifici. Dati climatici”. I suddetti dati debbono essere corretti in relazione all’effettiva esposizione ed inclinazione del campo fotovoltaico e trasformati in producibilità annua sulla base del rendimento dell’impianto. Esistono specifici software che permettono di eseguire tale calcolo. Valori indicativi della produzione annua attesa sono compresi, per ogni kW di potenza installata, fra 1.100 kWh nelle regioni settentrionali e 1.500 kWh in quelle meridionali.

Chi può beneficiare delle detrazioni fiscali e come?

Gli impianti fotovoltaici sono assimilati agli interventi di Ristrutturazione edilizia e tutti i costi di realizzazione sono detraibili con un’aliquota del 50% (massimale di 96.000 €). Possono usufruirne tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF che siano proprietari (o familiari conviventi), usufruttuari, locatari, comodatari dell’immobile oggetto dell’intervento. Per beneficiare dei vantaggi fiscali occorre effettuare i pagamenti con Bonifico “Speciale” e presentare le fatture e le ricevute di attestazione dei bonifici contestualmente alla dichiarazione dei redditi.

L’impianto fotovoltaico deve essere accatastato?

Secondo una circolare emessa dall’Agenzia delle Entrate (n° 36/E del 19/12/2013), gli impianti fotovoltaici, poiché generano una rendita, sono da considerarsi una “pertinenza accatastabile”. Sono esclusi solo gli impianti con potenza da 0 a 3 kWp (oppure impianti con Potenza < al Triplo del n° delle unità immobiliari servite). Per gli impianti di potenza superiore occorre verificare l’incremento che possono apportare alla rendita catastale, se è superiore al 15% occorre effettuare anche la variazione della Scheda Catastale. L’ammontare della rendita catastale, è pari al 2% del valore dell’impianto moltiplicato per 0,375. Nel caso in cui il valore dell’impianto non sia noto, viene assunto un valore forfettario, che si ottiene calcolando 1.200 euro per ogni kW dell’impianto. Nel 95% delle situazioni il valore dell’impianto non incrementa la rendita catastale oltre il 15% (la circolare non fissa nemmeno i termini di adeguamento).

Quali sono gli interventi ammissibili per eventuali Tax Credit?
  • Riqualificazione energetica
  • Interventi sugli involucri edilizi
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione con pompe di calore ad alta efficienza e solare termodinamico
  • Le spese oggetto di agevolazione sono legate a: Installazione di impianti fotvoltaici per la produzione di energia elettrica, installazioni di schermature solari esterne mobili finalizzate alla riduzione dei consumi per il condizionamento estivo, coibentazione degli immobili ai fini della riduzione della dispersione termica, installazione di pannelli solari termici e termodinaci per produzione di acqua calda sanitaria, realizzazione di impianti di riduzione del consumo energetico “ottimizzatori di energia power sines” ,impianti di riscaldamento ad alta efficienza, impianti di rifasa mento, attrezzature a classe energetica a+, rifasamento e stabilizazione enrgetica.

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